Conferenza del Prof. Giovannangelo Camporeale

Il professor Giovannangelo Caporeale percorrerà le origini della civiltà etrusca (IX-VIII secolo a.C.) attraverso la documentazione artistica. Queste realizzazioni che prevedevano motivi geometrici: angoli, triangoli, quadrati, meandri, croci gammate, cerchi o archi di cerchio e simili. Rare, e comunque presenti, sono le scene narrative, per lo più scene di danza o di caccia o di lotta vittoriosa dell'uomo con gli animali: le prime rientrano in un rituale funerario di lusso, le seconde e le terze sono una forma di esaltazione del proprietario dell'oggetto figurato, il quale si autorappresenta. Le cacce rappresentate sono quelle al cinghiale e al cervo, due animali presenti nella fauna locale, due animali che per essere cacciati richiedono qualità particolari al cacciatore: il cinghiale richiede forza fisica, il cervo richiede velocità. La vittoria nello scontro con animali significa l'affermazione dell'uomo, in quanto essere dotato di capacità intellettive, sulle forze brute della natura. Queste scene sono di origine realistica e sono collegate con il ceto aristocratico. In altri termini, l'arte è un mezzo di cui si avvale il personaggio eminente

Tifone, affresco etrusco dalla "Tomba di Tifone" a Tarquinia.

ne l contesto sociale in cui vive per qualificarsi ed esaltarsi.

Nel VII secolo a.C., nell'età detta comunemente orientalizzante, l'arte etrusca si apre alle esperienze del Vicino Oriente e della Grecia, nel repertorio decorativo si afferma l'elemento vegetale e diventano sempre più comuni gli animali e le figure umane spesso impegnate in scene narrative. Le stesse scene di caccia e di lotta vittoriosa dell'uomo sugli animali ritornano, ma presuppongono modelli orientali e greci. Comunque resta sempre il collegamento con la classe aristocratica.

Sempre nel VII secolo cominciano a trovarsi scene di mito greco: uno degli eroi più largamente rappresentati è Ulisse, l'uomo dotato di un ingegno straordinario, per cui riesce a vincere mostri come Scilla o personaggi selvaggi come Polifemo. Ora l'autorappresentazione celebrativa del destinatario dell'oggetto figurato è ancora più evidente. Egli, che è un uomo di potere economico politico sociale, si identifica con Ulisse, che è un grande eroe.