E’ nato a Torino nel 1952. Ha trascorso una parte della sua vita a Coazze in Val Sangone, un territorio che in quegli anni conservava ancora solide tradizioni contadine e, insieme, era ricco di memorie di guerra e di racconti partigiani. Ha frequentato il Liceo classico al “V. Gioberti” di Torino negli anni iniziali del movimento studentesco, quando erano considerati elementi di rottura i capelli lunghi e quando gli universitari di Palazzo Campana erano un mito per tutti gli adolescenti. All’Università ha frequentato la Facoltà di Lettere con indirizzo storico e si è laureato nel 1975 con Alessandro Galante Garrone, un maestro di ricerca storica, ma anche di rigore civile e di onestà intellettuale. Subito dopo la laurea ha insegnato italiano e latino e storia e filosofia: scuole private prima, istituti tecnici e licei statali subito dopo.

Nel 1991 è stato preside del “Baldessano-Roccati” di Carmagnola, un Istituto Superiore a più indirizzi, dal classico allo scientifico al tecnico commerciale. In seguito si è trasferito al liceo “Vittorio Alfieri” di Torino, dove è rimasto sino alla sua elezione nel consiglio regionale.

Nel 1999 è stato eletto nel Consiglio provinciale di Torino e nominato da Mercedes Bresso Assessore all’Istruzione; nel 2004 è diventato Vice Presidente della Provincia di Torino, con deleghe all’istruzione e alla formazione professionale. Nel 2005 è stato eletto nel Consiglio Regionale e nominato Assessore regionale alla Cultura e Politiche Giovanili. Alcuni tra i risultati del suo mandato regionale sono: l’apertura della Reggia di Venaria, la creazione del Circolo dei Lettori a Torino, la realizzazione della Fondazione Teatro Alessandrino e della Fondazione Teatro Europeo e l’organizzazione della manifestazione “Innamorati della cultura”.

Giornalista pubblicista e storico, la scrittura è una delle sue grandi passioni. Ha iniziato a pubblicare alla fine degli anni ’70 con alcuni saggi sulle “Annales historiques de la Revolution francaise” sulla “Rivista Storica Italiana” e su “Rivista di storia contemporanea”, “Belfagor”. Il suo primo libro è stato “Esercito, Paese e movimento operaio”, edito Franco Angeli, della collana dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione d’Italia. Da allora ha pubblicato una ventina di libri su tre diverse direttrici di ricerca: la storia dell’esercito, la storia dei Savoia, la storia del 1943-45. Si sforza di scrivere libri “leggibili”: non i saggi per addetti ai lavori, dove in ogni pagina ci sono tre righe di testo e 25 righe di note, ma saggi fruibili, dove il rigore scientifico si intreccia con la chiarezza divulgativa.